E così finalmente sono riuscito a vedermi Avatar. La prima cosa da dire è: ma quanti soldi ha fatto Cameron con ‘sto cacchio di film? Mai visto sale così piene in ogni giorno della settimana. Mah!
Il bello è che tutti, all’uscita della sala, dicevano “è uguale a balla coi lupi.”
Bravi, vedo che sapete leggere i giornali. Ma siete fuori o cosa? Sentite, lo so che è bello far finta di fare i critici cinematografici (anch’io lo faccio come vedete) ma credete che non vi si sgami che state ripetendo una cosa che avete letto sui giornali o in rete così tante volte?
Ok, facciamo il gioco delle somiglianze, se vi piace: sia Dunbar e Sully (protagonisti rispettivamente di Balla coi Lupi e Avatar) appartengono all’esercito, sono “feriti”, si ritrovano ad affrontare una situazione di frontiera e fanno amicizia coi nativi fino a diventare come loro e difenderli dalla sete di terre, denaro e ricchezze dell’uomo bianco (in Avatar l’uomo non è proprio bianco, è “l’uomo in generale”…ma non mi ricordo di aver visto gente di colore o asiatica nella pellicola).
Oh, bé. In quanti film si è vista una cosa simile? Non è neppure un film, è un sogno collettivo. Quante volte diciamo: ah, mollo tutto e vado a vivere in campagna. Cacchio, l’ha detto persino Cutugno. Perché non dite che Avatar ha copiato Cutugno?
Persino mia mamma dice sempre: “quanto me piasaria vivere come i indiani!”. E lo diceva anche prima di Balla coi lupi. Dovrei chiedere i diritti a Cameron e Kostner allora?
Ora, magari lo sapete, ma vi spiego come funziona l’arte. C’è una roba che ci unisce tutti, che si chiama inconscio collettivo, l’ha postulato un certo Jung, non so se lo conoscete. In questo inconscio collettivo c’è un casino di roba ma la cosa più importante è che funziona come internet. Solo che non è una rete tra pc, ma tra le nostre teste. In questo inconscio collettivo ci sono delle speranze, dei sogni, dei ricordi e dei desideri, delle paranoie, delle paure, dei sensi di colpa che spartiamo tutti. Se non siete dei maledetti plutofili che amano solo i soldi e le macchine grosse (se lo siete probabilmente non state leggendo questo blog) anche voi avete avuto il desiderio, ogni tanto, di mollare tutto e tornare ad una vita più sana e legata ai cicli della natura. Il nostro corpo è molto più saggio di noi in questo senso: capisce che stiamo diventando pazzi, stiamo distruggendo noi stessi e la nostra casa e cerca in tutti i modi di dirci di finirla di fare cazzate e tornare sugli alberi, che è quello il nostro posto.
Minchia, se l’inconscio collettivo avesse degli avvocati e facesse causa per i diritti d’autore sarebbe ricchissimo a sto punto.
A ‘sto punto, se volete per forza fare “quelli che ne sanno di cinema”, perché invece di balla coi lupi non citate Ferngully? Guardatevi il trailer e poi ditemi.
Cacchio, ci sono addirittura i “passi che fanno illuminare il muschio” alla Billy Jean. Perché non dite che Avatar somiglia a Ferngully? Perché non l’avete visto, probabilmente. E perché non citare “Giocando nei campi del signore” o il nostrano “Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in africa” di Scola o anche “Instinct” in cui i “nativi” sono gorilla. E questi sono quelli che mi sono venuti alla mente in questi cinque minuti. Sono tutte variazioni sul tema “vado a vivere in campagna”, con buona pace di Cutugno.
Se cerchiamo tutti i film che si assomigliano ne usciamo pazzi. Guardatevi i film di horror fantascientifico recenti: tutti copiano Alien. Gente rinchiusa in un astronave che combatte con dei mostri. Che poi anche Alien è un rip-off, come dicono quelli che parlano strano, degli slasher movie americani. Formula che si potrebbe così riassumere: gruppo di persone in un ambiente circoscritto viene uccisa a poco a poco da un mostro/assassino finché non ne resta uno solo che, di riffa o di raffa, ammazza il mostro.
Ma…scusate un secondo. Non vi pare che ‘sta roba assomiglia tanto anche a una cosa che avete studiato a scuola? Se vi dico Teseo, Labirinto e Minotauro non vi viene in mente niente?
Ma andiamo ancora più avanti…sentite questa storia: ci sono un gruppo di persone su un pianeta. In questo pianeta c’è una cosa che è chiamata morte che li ammazza ad uno ad uno. Toccherà a tutti.
Chi ha detto condizione umana? Bravo. Ti metto un 8.
Leggetevi un po’ di mitologia greca, biblica, nordica o anche Indiana se volete fare i fighi new-age. Tutto viene da lì e tutto è preso pari e pari dal nostro inconscio collettivo. E’ difficile scappare.
In Avatar Sully è un “uomo del cielo” che si trasforma in un “uomo della terra” diventando un messia. Anche qui: vi ricorda qualcosa? E cos’è il pianeta Pandora se non il “paradiso terrestre” biblico, accomunato (da Dante per dirne uno) all’età dell’oro della mitologia greca? Cosa facciamo, devolviamo i diritti di Avatar al Papa? Non credo che ne abbia bisogno.
La storia di Balla coi Lupi, quella di Avatar e quella dei film che ho citato è la nostra storia, del senso di colpa per quello che stiamo combinando a questo terzo sasso a partire dal sole e del desiderio di tornare ad essere tutt’uno con la natura che ci ha generati come i Na’vi e i Na(ti)vi Americani. Preparatevi, perché cominceranno a venir fuori a bizzeffe film con questa stessa tematica nel prossimo (e anche nel lontano, se ci sarà) futuro. E vedrete che la gente, quando uscirà dalla sala dopo aver visto uno di questi film, dirà “è tutto copiato da Avatar”. No, vecchio, non l’hanno copiato da Avatar: l’hanno copiato da te.
Sei tu che sei un militare (una persona che appartiene a una “schiera ordinata”), sei tu che sei ferito (sei un diverso perché senti che le cose non vanno bene), sei tu che prendi contatto coi nativi (ti senti bene quando respiri aria pulita), sei tu che prendi le loro difese contro la conquista (ricicli la spazzatura, sei iscritto al wwf, etc…).
Cameron e Kostner dovrebbero devolvere i diritti a tutti noi, allora. A Kostner non glieli chiedo perché poveretto mi sa che ormai ne ha meno di me, ma a Cameron magari gli mando una mail.
Ehy, ciccio, ci sono io in quel film, dammi i soldi.
Altra cosa: mi vengono a dire che Avatar c’ha personaggi piatti ed è la solita boiata americana.
Mettiamo che io voglia stimolare un po’ la mia testa: allora vado in libreria o faccio un corso di Yoga. Se voglio stimolare il mio corpo faccio sesso (quando si può) o vado a Gardaland sul Blu Tornado. E non ditemi che il sesso è un’esperienza intellettuale che non ci crede nessuno.
Così accade al cinema: se voglio stimolare la mia testa mi guardo Lynch o Pasolini, se voglio stimolare il mio corpo vado a vedere Transformers o un porno. Se faccio il contrario sono un pirla, perché non ho proprio capito di cosa ho bisogno.
Infatti mi fanno ridere quelli che vanno a vedere i film di spari e botti e dicono “ma è la solita cosa Americana di spari e botti”. Minchia, cosa ti aspettavi? Hai visto il trailer? Hai speso sette euro e cinquanta per avere il gusto di lamentarti? Potevi farlo gratis e per cose più serie.
Sui personaggi accennati o vuoti poi non comincio neppure a dire niente, che sennò dovrei tornare a rompere con la mitologia greca, citando anche il teatro del No giapponese, la maschera nella commedia dell’arte e gli archetipi Junghiani.
Guardate, io posso ben capire che non vi possano piacere i film d’azione (Avatar lo è, non dimentichiamocelo mai) ma poi è inutile andare al cinema a vederli e dire che “sono copiati”, “sono tutti spari e botti”, “sono irrealistici”, “i personaggi sono vuoti”. Se lo dite, vuol dire che avevate voglia di leggere un libro in biblioteca e siete andati a Gardaland o avete chiamato quel/la vostro/a vecchio/a amico/a che ci sta sempre per un quick bang.
I termini di giudizio per film come Avatar sono diversi da quelli che usate per vedere un film di Wenders.
Anzi, non “i termini”. C’è solo un termine di giudizio ed è la risposta alla domanda: mi è piaciuto?
Sì, direi personalmente, Avatar mi è piaciuto.
E sapete perché? Perché non mi ha preso per il culo e non mi ha annoiato. Non mi ha fatto vedere scrittori subacquei come in 2012, non è stata un accozzaglia comica intervallata da scene indistinte come Trasformers 2, non ha violentato Indiana Jones (a questo proposito vedi l’episodio di South Park 08x12 “Il problema Cinese).
E’ partito da una tesi, un tema universalmente affrontato (da Kostner, dagli antichi greci e dalle nostre vite) e l’ha esposto alla perfezione, senza buchi (almeno non ne ho notati) o techno-babbles. Sono stato affascinato dal pianeta Pandora e dal popolo dei Na’vi, la computer graphic era al suo massimo, praticamente quasi indistinguibile dalla verità, Natiri era stranamente sexy, le tette della Rodriguez sempre belle da vedere, al cattivo avrei spaccato la faccia di persona, il protagonista non rompeva le balle con machismi o one-line d’accatto e il sistema di “interfaccia naturale” dei Na’vi mi ha fatto pensare a Castaneda. In più c’è Sigourney e quando c’è lei in un film di fantascienza diciamo che non si va a vedere una cazzata (vi consiglio a tal proposito il quasi sconosciuto Galaxy Quest, sorta di parodia ragionata del mondo di Star Trek).
Avatar non mi ha solo dato quello che volevo, ne ha anche aggiunto del suo.
Per finire, due parole sul 3d. Una merda. Non so se sia stato il cinema in cui l’ho visto o tutto ma toglie tutte le sfumature ai colori del film. Inutile, direi. Dai, ragazzi, siamo abituati ad immedesimarci in storie assurde, cosa ci serve il 3d? Per vedere delle meduse che medusano in giro? No, dai, ne faccio a meno. Anche perché non è ancora ai livelli che un film come Avatar merita. Certo, gli occhiali sono polarizzati e tecnologici, hanno sensori e tutto ma il film rimane scuro. Non sono uno che va contro il “nuovo che avanza” a tutti i costi ma finché il nuovo non è decente, lasciamo stare. Mi fan ridere poi quelli che dicono: “Nel futuro tutti i film saranno in 3d”. Perché tutti? Magari nei film d’azione ha senso, ma chenneso, nelle commedie, nei film “intellettuali” di cui parlavo prima mi sembra una cosa in più di cui proprio non c’è bisogno.
Vi immaginate er monnezza in 3d?
Quello che ho pensato all’uscita di Avatar è stato: “Ma adesso me lo voglio vedere nel solito 2d.” e durante la proiezione era tanta la voglia di togliermi gli occhiali e vedere la luce orginale, che, da quello che ho potuto capire dalle immagini bifocalizzate, era un elemento importante del paesaggio di Pandora.
Forse meglio l’imax, allora. Boh. Voi ne saprete di più. Io sto col 2d finché proprio non mi sorprendono.
Per finire: guardatevi Avatar, è un bel film e vale la spesa. Ma andateci per divertirvi, non per vedere “da che film ha copiato” solo perché è la moda del momento. Probabilmente anche la vostra vita è copiata da quella di qualcun altro e sarebbe strano il contrario. Come ho detto: agli archetipi è duro scappare.
E se ci riuscite c’è il pericolo che tutto perda di significato.



8 commenti:
AHAHAH, grande analisi :)
Sono daccordo con te al 99,99%
Quello 00,01 lo lascio per il 3D, in che senso:
Innanzitutto ci sono sale 3D e sale 3D, nel senso che se lo guardi in una sala fatta come si deve con un proiettore come si deve è davvero molto bello, ma ci vuole poco per renderlo una schifezza.
Basta un proiettore con una lampada vecchia o debole (per allungargli la vita) e la luminosità va a farsi friggere. Basta una messa a fuoco non perfetta e il gioco della binocularità va a farsi friggere.
E poi in AVATAR il 3D è usato veramente con parsimonia e in modo piuttosto "light" se lo paragoni a certi cartoni animati come, ad esempio, piovono polpette.
Il futuro non sarà tutto 3D, sono daccordo con te, almeno lo spero, però vediamo di non trattarlo con snobismo.
Ti ricordo che VIA COL VENTO è uscito nel 1939 a colori e negli anni 60 in europa c'era la maggior parte degli autori (quasi tutti) che si ostinava a difendere il bianco e nero dicendo che i colori erano inutili etc... come se la vita fosse in bianco e nero, la vita è a colori e in 3D e il cinema?
A presto,
Ciro
Bella ciro, grazie per la precisazione. E' un peccato che non riesco ancora a mostrare i commenti decentemente su sto sito perchè mi piacerebbe che gli altri lettori potessero vedere cosa hai scritto. Probabilmente, come pensavo, la sala in cui sono stato non rendeva giustizia al 3d ed è stato un peccato perchè io amo veramente la luce nei film (la luce ragionata che mostra e che nasconde), da qui la delusione.
Oh che parole sane!
Ma io perché devo aprire un blog quando basta linkarti, che tanto dici le cose che vorrei? E sia chiaro: le dici pure meglio, di grazia.
No perchè io già ce l'ho a morte in generale con la categoria di Quelli-dei-commenti-in-uscita-dalla-sala... Quelli che al Quattro Fontane «...'Sta volta Spielberg non mi ha convinto tanto...». Ecco io a questi mi ci vorrei avvicinare e dire: «A me è LEI che non mi convince affatto!».
Invece sono dispiaciuto da queste tue parole sul 3D: hai decritto esattaemente la mia paura nel scegliere di guardare o no quella versione.
Cioè: dove vanno i colori e l'intensità delle immagini? Perché se ne dovessi perdere anche solo il 5% mi sentirei molto triste, d'altronde non ho mai visto nessun film con gli occhiali!
Invece sul 3D in generale: io credo che il fatto di avere Er Monnezza in 3D potrebbe non essere così improbabile. Ora, è vero, uno potrà sempre dire «Che me ne faccio?». Ma il punto non è quello. Il punto è semplicemente Quanto costerà e soprattutto cosa comporterà per lo spettatore.
Cioè noi stiamo qui a discutere di 3D si o no perché costa e perché per vedere un film in 3D uno si deve mettere 'sti benedetti occhiali.
Se immaginiamo un giorno in cui il 3D costasse semplicemente poco di più di un 2D, ma soprattutto, e voglio sottolineare questo aspetto, NON necessitasse di occhiali o altri ammenicoli ...Beh ditemi PERCHE' NO?(esattamente come il colore, o addirittura come il "cinema sonoro", che impiegò anni per guadagnarsi lo status di Cinema-e-basta).
Quando il 3D sarà semplice ed economico come il 2D si diffonderà su larga scala. Come accadrà tra meno tempo per l'HD in generale.
E questo era il mio pensierino di oggi, ora vorrei leggere cosa dice un certo Diego, ma questo, mi rendo conto, è un altro discorso...
Ciao Cari!
Alberto
Uè, ciao Alberto!
Non aprire un blog che è un casino e non c'hai tempo: mandami gli articoli che te li pubblico io.
Per il 3D, lascio la mia considerazione finale, che forse non sono riuscito ad esprimere al meglio fra le righe della rece. Io stramo (stra-amo) le novità e la tecnologia e sono affascinato dal 3D. La mia esperienza NELLA FATTISPECIE di avatar non è stata positiva, anzi. Può essere stato un problema della sala, ok. Il punto è che Avatar mi è piaciuto molto e ho una gran voglia di vederlo senza perderne le sfumature e la luminosità. Il 3d diventerà sicuramente standard, come lo sono il colore e il sonoro ma io mi chiedo, ed è una domanda aperta: veramente tutti i generi di film ne avranno bisogno? E mi rendo conto che è un discorso stralungo...che riguarda anche la capacità di fruizione personale e la forma del mezzo artistico tout court. Per cui taglio qui, come diceva Frassica: ai poster l'ardua sentenza! W il cinema in ogni caso!
Un nostro comune amico ha segnalato il tuo post sul mio blog e la discussione è continuata anche da me...
http://www.cinematascabile.com/onirico/avatar-2-lettera-aperta-a-james-cameron/
una bella discussione incrociata su questo film che piaccia o non piaccia fa parlare parecchio
daccordissimo con quasi tutto quello che hai detto :) finalmente riesco a trovare qualcuno che la pensa come me... purtroppo in internet sono fin troppe le recensioni negative di avatar... e in alcune questo film è perfino definito come brutta copia di pocahontas...evidentemente non capiscono la bellezza di un capolavoro come Avatar...bha... de gustibus...
Solo una cosa che hai detto non mi convince molto, il fatto del 3D.
ti posso assicurare che nel cinema in cui sono stato il 3D era veramente bellissimo, e sono convinto che i 10 euro sono stati spesi bene!;)
Comunque sia, sono contento di aver trovato una recensione positiva su questo film.
Film fatto in maniera straordinaria sotto tutti gli aspetti produttivi. Peccato che questo non basti a renderlo un capolavoro, ma semplicemente un film di media categoria.
Puoi dire che paragonarlo ad altri film è stupido e riduttivo, ma la realtà dei fatti che ha strutturato AVATAR come hanno fatto altri mille registi e scrittori. Quindi in cosa trovi la straordinarietà del film?
Forse l'innovazione è aver inserito qualche azione alla yankees o alla die hard ?
Mi piacerebbe capire da chi lo considera un bel film, quali sono gli aspetti che vi hanno impressionato a tal punto. (QUALITA' PRODUTTIVA ESCLUSA).
Sigre
Ciao Sigre, mi sa che c'è stato un misunderstanding. Non ho mai usato nella mia recensione la parola "capolavoro", nè tantomeno l'aggettivo "straordinario". Di Avatar ce ne dimenticheremo ben presto, l'unico motivo per cui si continua a parlarne è per l'hype che si è creato attorno al progetto ed è di hype che vive il mercato cinematografico americano. Nella mia recensione tenevo solo a puntualizzare che per analizzare un prodotto di questo tipo non ci si può servire di un bagaglio critico d'essais ma che, al contrario, spogliandosi da ogni preconcetto o pseudocritica raccolta su giornali, rete e tv, sarebbe il caso di sederci al cinema solo per esaltare la parte ludica della fruizione, il puro e semplice divertimento.
In questo senso Avatar, accostato a recentissimi film hollywoodiani d'azione, risulta molto più godibile e, usando propriamente un aggettivo strageneralizzante, "bello". Bello per la potenza immaginifica. Se questo punto è fondamentalmente legato alla realizzazione tecnica, qual'è il problema? Mica tutti i film con un abuso effettistico sono belli. Guarda 2012 o il Godzilla americano o Lost in space fino ad arrivare all'infame Battlefield Earth, considerato uno dei film più brutti della storia. Non è da tutti mantenere un equilibrio fra effetti e narrazione in modo che gli uni siano un necessario accompagnamento alla storia e non diventino un mero e inutile dispiego di potenza. Parliamo poi di Cameron, qui, non di Michael "Armagheddon" Bay, parliamo di un regista che seppure non produrrà mai un capolavoro, ci è andato molto vicino con Aliens, in grado, per mio gusto personale, di superare il pur amatissimo Alien. Equilibrio, azione, immaginificità, coerenza, questi sono gli elementi che ho apprezzato in Avatar che trasformano un blockbuster in un film effettivamente riuscito.
Riguardo al capolavoro, bè: è un altro paio di maniche. Capolavori del cinema per me sono tutti i film girati da Pasolini, Fellini e Kubrick, le visioni di Miyazaki, gli incubi di Lynch, alcune cose di Gilliam, la trilogia della vendetta di Park chan wook. Avatar non può essere confrontato a queste pellicole, nè il buon critico dovrebbe farlo a mio parere. Ci troviamo forse addirittura in un territorio distante dal cinema vero e proprio e dalle categorie artistiche. Avatar è entertainment puro e semplice, un'emozione lunga 2 ore e mezza che in quelle due ore ha il suo scopo. I film straordinari, come "Le conseguenze dell'amore" per dirne uno, ti restano dentro invece e continuano a parlarti anche a film finito.
Avatar me lo dimenticherò. Mi verrà voglia di riguardarlo quando vorrò passare una serata di placido divertimento senza grossi sforzi intellettuali. Se invece cerco una pellicola che mi parli, che implichi da parte mia una predisposizione all'analisi e alla filosofia, cercherò altrove e probabilmente metterò nel lettore 2001 di Kubrick o La montagna sacra di Jodorowsky o Fino alla fine del mondo di Wenders.
Per concludere, dato che mi piacciono le analogie, dirò che la differenza tra Avatar e un capolavoro è la stessa che passa tra una bellissima donna vista in tv e l'amore della tua vita. La prima è un archetipo freddo e distante, che vive della bellezza di un'idea irraggiungibile, la seconda è una rompiballe con cui litighi, con cui ti scorni ma senza la quale non potresti immaginare la tua vita.
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